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Questa è la storia di un uomo che ha fatto del suo lavoro una ragione di vita.
Nasce  il 26 gennaio del 1947, ultimo di cinque fratelli, e trascorre un infanzia piuttosto serena.

Giovanni da bambinoAmato ed adorato dalle sue sorelle maggiori, al punto da seguirne una alla tenera età di 18 anni, abbandona la sua città natale nella speranza di fare fortuna, trasferendosi nella splendida Venezia, esattamente a Mestre.

Per prima occupazione pensa di sfruttare la sua innata “arte di persuadere” e  inizia la sua avventura nel mondo del commercio come venditore porta a porta di enciclopedie.

Giovanni da ragazzoDalle testimonianze raccolte dai familiari in poche settimane riuscì a vendere così tanto da potersi permettere di rientrare subito a casa per aiutare  la madre ammalata di tumore. Ma purtroppo i suoi sforzi furono vani perchè la madre peggiorò lasciando sia lui che i suoi fratelli in giovanissima età.
Caparbietà, orgoglio, convinzione di valere al di la dei titoli o della voglia di studiare, certezza del fatto che non sempre bisogna seguire le orme dei genitori per poter riuscire in quello che si fa: da ciò riparte la sua voglia di riscatto nei confronti della vita, una vita fatta di difficoltà ma di infinite soddisfazioni.
All’età di 20 anni entra nel mondo assicurativo, dapprima come consulente esterno alla Sai Fondiaria e successivamente, a distanza di qualche anno, come Agente Generale della Reale Mutua.

Inizia da qui la sua passione per il mondo che gli darà le maggiori soddisfazioni e nel 1982 lo porterà a diventare Agente Generale di Ina Assitalia, vera e propria svolta professionale: si avvia un escalation continua di successi e traguardi raggiunti.
E gli obiettivi professionali divennero i suoi obiettivi  di vita.


I primi successi di GiovanniTrascorreva intere giornate a studiare per capire a fondo un mondo che per quanto potesse essere a lui familiare era complesso e, per certi aspetti, ostile.
La sua impresa più difficile fu quella di trasformare una Azienda molto chiusa in se stessa in una realtà che creava valore dalle persone: iniziò dagli impiegati, che divennero addirittura i suoi primi clienti.

Giovanni premiato per i risultati lavorativiEra, infatti, un periodo dove tutto era incentrato sui rapporti personali e le persone si distinguevano per le loro capacità relazionali.Grazie alla sua determinazione ed al suo spiccato e sorprendente intuito, riuscì nel suo intento e trasformò la piccola Agenzia di Reggio Calabria in una delle più importanti del meridione: a soli sei anni di distanza dal conferimento del suo incarico, nel 1988 ricevette il primo encomio aziendale firmato dal Direttore Generale: "desideriamo esprimere il nostro apprezzamento per l’attività svolta e per l’impegno profuso..."

Negli anni d’oro delle assicurazioni Giovanni prese definitivamente atto della propria innata capacità imprenditoriale. Messo a regime il suo “giocattolo”, come amava definire l’Agenzia nella quale aveva trascorso gli anni più belli della sua vita, ebbe finalmente la possibilità di allentare la tensione, dopo anni di affanni e di corse.


Zio Giovanni, come lo chiamavano i collaboratori più anziani, aveva deciso finalmente di rilassarsi, sebbene il suo senso di responsabilità lo portasse naturalmente a diffidare, pur senza pregiudizi.
Giovanni FilianotiPer questo, pure essendo un accentratore, aveva imparato a delegare a patto di mantenere il controllo anche per interposta persona.
Sebbene fosse un autodidatta sapeva un po’ di tutto; imparava molto osservando gli altri; aveva una memoria sorprendente ed una predisposizione particolare per la matematica.

Fin da giovane si cimentava con il bricolage, arrivando a ristrutturare personalmente la casa che suo padre definiva “la casa delle streghe”: da un rudere, grazie alla collaborazione del suo fedele cognato e del fratello maggiore, era riuscito a ricavare una piccola villetta.
Questo a conferma del suo eterno motto: nella vita tutto è possibile, ogni cosa si può realizzare semplicemente “mettendoci la testa”.

E la sua testa diventa il cantiere di tante idee sorprendenti, disarmanti e innovative, al punto che in molti lo “corteggiano”, non solo per la sua infinità generosità, ma soprattutto per il suo spiccato fiuto negli affari. La sua versatilità gli consentiva di conciliare gli impegni più disparati: passava serenamente nell’arco di un ora da un appuntamento assicurativo ad una riunione finanziaria per poi fare un sopralluogo sui cantieri.


Giovanni FilianotiPossedeva l’abilità di tenersi lontano da imprese impossibili, aveva la genialità di contornarsi di gente fidata, riuscendo ad individuare collaboratori e soci validi ed affidabili. Nel suo concetto di rapporti non esisteva la parola “nemico”: poteva esserci qualche “estraneo” da ignorare senza temere alcunché.

Questo era Giovanni Filianoti.

La sua infinita bontà si scorgeva già dallo suo sguardo. Il suo passo flemmatico infastidiva tutte le persone irrequiete; niente gli procurava ansia; nulla riusciva a stressarlo.
I problemi parevano scivolargli addosso ed era sempre prodigo di buoni consigli o di suggerimenti per ridimensionare le preoccupazioni che gli manifestavi.
Era il confidente di tanti e il consigliere di tutti coloro che vedevano in lui l’imprenditore reggino per hobby, non per professione.

Innamorato dei suoi figli forse più di quanto un padre lo è normalmente delle proprie creature, dedicava loro tutti i fine settimana seguendoli nelle trasferte sportive, nei paesi e nelle palestre più fredde, pur di esserne il primo sostenitore silente.
Se era entusiasta non lo dimostrava mai: padre reggino orgoglioso ma sempre discreto, il suo stato d’animo era assolutamente indecifrabile.
Qualcuno lo ha definito “freddo glaciale”; qualcun altro ritiene fosse semplicemente un’anima vissuta, sofferta, navigata.


6_articoloAmava lo sport in genere, ne ammirava i suoi ideali primordiali; aveva anche praticato il calcio a livello agonistico nel ruolo di portiere; ma la sua vera passione fu il basket, che lo vedeva fedele sostenitore di tutti gli spalti reggini e a lungo impegnato direttamente nelle vesti di dirigente di una società locale.

Negli anni maturi prese a praticare maggiormente la caccia nei periodi freddi e la pesca in estate. Sembra strano che una persona che aveva sempre praticato e seguito degli sport di squadra riuscisse ad interessarsi anche ad un’attività così statica ed individualista; forse perchè dopo giornate di pubbliche relazioni il silenzio del mare e gli odori della montagna rappresentavano per lui una valvola di sfogo al punto tale da svegliarsi all’alba pur di staccare dalla routine.

Per poi rientrare - saldamente - al posto di comando.